Patto quota lite

Il patto di quota lite è un accordo tra il cliente e il proprio avvocato, in cui viene stabilito che il compenso di quest’ultimo sarà parametrato agli obiettivi perseguiti. Solitamente una percentuale del valore del bene controverso.

Il patto di quota lite è permesso dalla legge?
Il patto di quota lite, prima della riforma Bersani (2006), era assolutamente vietato, pena la nullità e i danni. L’art. 2233 c.c., vecchia formulazione, stabiliva:

Gli avvocati, i procuratori e i patrocinatori non possono, neppure per interposta persona, stipulare con i loro clienti alcun patto relativo ai beni che formano oggetto delle controversie affidate al loro patrocinio, sotto pena di nullità e dei danni.

La riforma Bersani ha innovato, stabilendo in linea generale la possibilità per l’avvocato e il proprio cliente di stipulare accordi sui compensi professionali, i quali saranno validi se stipulati in forma scritta.
Da questa formulazione si evince la soppressione del divieto dei patti di quota lite, salvo il più generale divieto di cessione del credito ai sensi dell’art. 1261 c.c., ancora in vigore:

Viene fatto divieto, oltre che ai magistrati, ai cancellieri, agli ufficiali giudiziari, ai notai, anche agli avvocati, patrocinatori o procuratori di “rendersi cessionari di diritti sui quali è sorta contestazione davanti all’autorità giudiziaria (…) nella cui giurisdizione esercitano le loro funzioni, sotto pena di nullità e dei danni”.

Anche il codice deontologico (art. 45) prevede la pattuizione con il cliente di compensi parametrati al raggiungimento degli obiettivi perseguiti, “fermo il divieto dell’articolo 1261 c.c. e sempre che i compensi siano proporzionati all’attività svolta, fermo il principio disposto dall’articolo 2233 c.c.”.
In questo contesto normativo, il comma 4 dell’art. 13 L. 247/2012, non reintroduce il divieto del patto di quota lite, ma conferma che questo è permesso, a meno che l’accordo tra il cliente e l’avvocato preveda (in tutto o in parte) quale compenso professionale una quota del bene oggetto della prestazione o della ragione litigiosa.

Quanti patti di quota lite esistono?
Essenzialmente due:

  1. Il primo è permesso dalla legge, e riguarda l’ipotesi di un compenso parametrato agli obiettivi raggiunti o comunque a una percentuale del valore del bene controverso.
  2. Il secondo è vietato dalla legge, e riguarda l’ipotesi di cessione in tutto o in parte di una quota del bene o di un credito controverso.

L’Avv. Davide Mura stipula patti di quota lite?
L’Avv. Davide Mura valuta caso per caso le modalità e i termini di un accordo sui compensi professionali dovuti. Il tutto nel rispetto degli obblighi e dei limiti stabiliti dalla legge e dal codice deontologico.

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