A proposito di coronavirus…

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In verità, non ho molto da dire sul coronavirus. Più che altro avrei da dire su come si sta gestendo la crisi nel nostro paese. In modo – a mio modo di vedere – piuttosto “criticabile”, per usare un termine abbastanza neutro. Certe decisioni di prevenzione, infatti, avrebbero dovuto essere prese già un mese fa (se non anche prima). Allora, il nostro Governo avrebbe dovuto fare quanto era necessario: chiudere le frontiere per terra, mare e aria (con sospensione di Schengen); mettere in quarantena chi proveniva direttamente dalla Cina e paesi limitrofi (che fosse bianco, giallo o nero, poco importa); sottoporre a questionario (obbligatorio e con conseguenze penali per le dichiarazioni false) chi arrivava da qualsiasi altro paese europeo o extraeuropeo.

Non solo. Avrebbe dovuto sospendere qualsiasi trattato o vincolo europeo, in ragione del principio costituzionale inderogabile di tutela della salute, e avrebbe dovuto stanziare – anche in deficit – una decina di miliardi per affrontare l’emergenza medica, qualora essa si fosse presentata (come in realtà si è presentata). Del resto, davanti alla tutela della salute pubblica, certi vincoli neoliberisti hanno mostrato tutto il loro cinismo e la loro pochezza etica e morale. E le persone, la loro vita, la loro salute, viene prima di qualsiasi vincolo od obbligo europeo o internazionale.

E invece, a mio modo di vedere, ci sono state mancanze, anche perché – è vero – si è costretti in vincoli assurdi (il che dimostra che, effettivamente, è sovrano chi può gestire lo stato di eccezione), i quali – onestamente e alla luce della Costituzione – dovrebbero essere profondamente rimessi in discussione, e non da oggi.

Oggi si cerca di correre ai ripari con provvedimenti il cui impatto è comunque “debole” davanti a una situazione critica. Ci si trova in quella classica situazione nella quale si cerca di chiudere la stalla quando ormai i buoi sono scappati. Ma è certo che i rimedi tardivi (per quanto comunque opportuni e necessari) non potranno mai avere la stessa efficacia di quelli messi in atto per tempo. E questa verità mi induce oggi a confidare per lo più nella grande professionalità e umanità delle nostre strutture mediche, le quali, anche con risorse limitate, stanno facendo il massimo per mettere sotto controllo la situazione. A loro un infinito grazie.

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