GB. La Brexit più vicina, con tanti saluti ai remainer e (ai rosiconi)

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Le elezioni hanno decretato la vittoria elettorale di Boris Johnson. L’ampia maggioranza che il primo ministro inglese avrà in Parlamento gli permetterà di portare fuori la Gran Bretagna dall’Unione Europea senza altro indugio, con o senza un negoziato (deal). Difficile a questo punto che la brexit non si realizzerà, anche se questi tre anni hanno dimostrato che i remainer sono parecchio determinati, più che altro per l’intrinseca debolezza che aveva connotato i brexiter, con una maggioranza sempre in bilico, e per questo costretti a mediare costantemente con i partiti radicali.

Se la Gran Bretagna farà (si spera) il passo decisivo verso il divorzio ex-art. 50 TUE, allora forse ci sarà speranza che l’Unione Europea possa effettivamente crollare su se stessa come capitò con l’URSS, cosi che ogni paese europeo torni ad avere la propria piena sovranità, con le proprie peculiarità e le proprie regole fondamentali (costituzionali). Sarebbe un traguardo storico che vedrebbe sconfitti definitivamente (o quasi), il neoliberismo e il globalismo. Soprattutto se Trump venisse confermato per un secondo mandato.

Certamente ora a Bruxelles (e di riflesso a Berlino e Parigi) tremano… e rosicano i commentatori mainstream. Non credevano che gli inglesi, rispetto alla narrazione che li voleva “pentiti” sulla brexit, in realtà non avessero cambiato idea. La vittoria schiacciante dei Tories e dell’ala oltranzista sulla brexit lo dimostrano appieno: gli inglesi vogliono liberarsi del giogo eurogermanico, dimostrando ancora una volta di aver capito quello che noi non abbiamo capito: che la libertà, l’indipendenza e persino la democrazia non possono essere messi in gioco con tanta leggerezza.

Ma del resto, la Gran Bretagna ha una secolare tradizione di indipendenza e sovranità. Era davvero difficile che un manipolo di eurocrati potesse mutarla geneticamente in un paese piegato e prono ai diktat dell’asse Berlino-Parigi, anche se l’impegno profuso in tal senso – complice la global finance – ci ha tentato e continua a tentarci.

D’altra parte è anche vero, per le ragioni poc’anzi evidenziate, che per quanto oggi la brexit sia molto più vicina, le insidie comunque sono ancora tanti e il fallimento o l’ennesimo rinvio dell’uscita è sempre dietro l’angolo. E’ però certo che se mettessimo il remain e la brexit sui piatti della bilancia, la brexit sarebbe piombo contro piuma. Incrociamo le dita.

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