Perché la UE rimane in silenzio sul green pass italiano?

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Ai molti non è affatto sfuggito che l’Unione Europea nulla ha da obiettare su ciò che sta accadendo nel nostro paese. Nessun Commissario europeo, finora, ha detto che nel nostro paese le misure “sanitarie” e il green pass non rispecchiano lo stato di diritto europeo e sono lesivi della dignità e della libertà dei cittadini italiani, che sono anche cittadini europei. Al contrario di ciò che accade con Ungheria e Polonia, contro cui la UE si è mossa, addirittura con la possibilità di bloccare i fondi europei qualora i due paesi persistessero nel non rispettare lo stato di “diritto europeo”.

Ma questo, in verità, non deve meravigliare: l’Europa non esiste come entità a sé, ma è un costrutto in cui convergono interessi finanziari e geopolitici formidabili, davvero rilevanti. Dunque, niente di strano se la UE se la prende con Orban, che fino a ora non ha messo pass per lavorare o per accedere ai negozi, ma ha solo rivendicato il primato del diritto ungherese su quello europeo, mentre rimane zitta e muta su ciò che accade nel nostro paese, dove i diritti fondamentali degli italiani tutti (sì, anche dei vaccinati) vengono condizionati al possesso di un lasciapassare che non è nemmeno conforme alle direttive europee.

Per Bruxelles va tutto bene. Anzi, no. Non va bene. Ma non per quello che pensiamo noi, ma per altro. Infatti, gli euroburocrati si stanno premurando che l’Italia ratifichi il MES 2.0 e rispetti gli impegni presi con il PNRR (e in particolar modo, rispetti l’impegno di riformare il catasto, che sarebbe assai dannoso per noi). Per il resto, la sovranità italiana prevale, e chissenefrega se l’esercizio di un diritto fondamentale come il lavoro sia soggetto a un pass governativo! Mica è contrario allo stato di diritto europeo. Questa contestazione vale solo per l’Ungheria e la Polonia, non per il nostro paese, sempre ligio a rispettare le direttive economiche e fiscali dell’Unione Europea, anche se dannose per gli italiani.

La verità è che lo stato di diritto europeo non esiste né è mai esistito. E’ solo un pretesto per riaffermare la supremazia dell’Unione Europea sugli Stati membri “ribelli” e “refrattari” a seguire l’agenda globalista e neoliberista. Non è il nostro caso: noi siamo i primi della classe nel seguire e attuare questa agenda, e se ciò comporta l’uso di strumenti discriminatori come il green pass, poco male. Tutto è buono se porta acqua al mulino del globalismo finanziario e all’affermazione della supremazia politica dei suoi alfieri nazionali e transnazionali.

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