Quando la democrazia formale neutralizza quella sostanziale

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Non avete mai notato che gli strenui difensori della democrazia formale sono gli stessi che difendono il vincolo esterno? Sono coloro che, riducendo la democrazia a mero rito istituzionale (non con qualche forzatura, a volte), sostengono poi che, nell’assumere le decisioni politiche fondamentali, dobbiamo ottenere e mantenere la fiducia dei mercati. In altre parole, dobbiamo obbedire alle logiche del profitto, facendo in modo che qualunque sia la decisione assunta, questa non cozzi mai con queste logiche.

Per garantire che ciò avvenga, è stata peraltro congegnata la moneta unica con i suoi vincoli di bilancio. Così il vincolo esterno s’è fatto vincolo giuridico esterno, neutralizzatore legale della democrazia sostanziale, ridotta a mera democrazia dei riti: bella a vedersi, ma vuota dentro.

Dicevo che oggi i più strenui sostenitori dell’euro sono i più grandi difensori dell’anzidetta democrazia formale, e cioè del guscio vuoto della democrazia, che si realizza – come è facile costatare – nei riti e nelle prassi, opportunamente inquinate dall’ossessione tecnicistica del vincolo finanziario e mercantilistico, nell’ostentazione teatrale dell’antifascismo che, usato per difendere il predetto vincolo, distribuisce patenti di fascismo a chiunque osi mettere in discussione il sistema; che distrae con i diritti cosmetici (alias diritti civili) i quali, designati opportunisticamente come la nuova frontiera (a titolo gratuito) dell’emancipazione delle classi sociali più basse, hanno la semplice quanto naturale funzione di erodere i diritti, quelli veri, quelli pesanti, quelli qualificanti la democrazia: i diritti sociali, il riconoscimento pieno del diritto al lavoro, il diritto a una retribuzione dignitosa e a una pensione sicura. In altre parole, il diritto al benessere economico che si realizza solo nella democrazia sostanziale.

La verità è che l’esaltazione e l’ossessione per i riti del formalismo democratico è oggi inversamente proporzionale alla realizzazione della democrazia sostanziale, che passa per tutto ciò che è avversato dagli euristi-globalisti, difensori delle procedure e delle ritualità interne ed esterne, in quanto funzionali al rafforzamento del vincolo esterno, e cioè al processo di sterilizzazione della sovranità costituzionale, quale elemento imprescindibile della democrazia sostanziale. Neutralizzare la sovranità costituzionale comporta infatti l’inevitabile sterilizzazione della democrazia sostanziale, salvando l’apparenza della democrazia formale.

Quest’ultima, dunque, diventa, nel tempo, non più strumento di liberazione, ma di repressione delle istanze genuinamente democratiche, perché le costringe nel vicolo cieco della frustrazione procedurale connessa ai vincoli sovranazionali, ai vincoli del mercato e dunque agli interessi del grande capitale transnazionale. In altre parole, viene a realizzarsi l’ideale del liberismo: alla libera circolazione delle persone e dei capitali corrisponde l’uguaglianza formale davanti alla legge. Tutti sono formalmente uguali davanti alla legge, là dove è il capitale apolide, la concentrazione di patrimonio, la posizione di potere a rendere le persone diseguali, senza alcuna possibilità di progressione sociale per quelle che si trovano nei gradini più bassi della piramide.

E’ giusto augurarsi che questo sistema alla fine si dissolva e rinasca quella coscienza nazionale, civile e costituzionale che permetta di riaffermare la democrazia sostanziale designata in quella parte della Costituzione – la più importante – che oggi viene ignorata e messa al margine per perseguire gli obiettivi globalisti e mercanitilistici insiti nel costrutto europeista, nel quale da anni ci siamo impantanati. E’ giusto augurarselo per il nostro futuro, per il futuro dei nostri figli e per il futuro di questa nazione.

Buon 2020 a tutti!

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